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Aspetti generali sulla legge

La dichiarazione universale dei diritti umani garantisce, a tutte le famiglie indistintamente, il diritto di formare una famiglia con figli. La stessa, delinea i principi fondamentali quali la dignità, la libertà, la famiglia, la protezione dello stato e l’uguaglianza, così come si può osservare nei seguenti articoli:

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 16

Uomini e donne in età adatta, hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.

 

Allo stesso tempo, il tribunale Europeo dei diritti umani fa riferimento alla Convenzione Europea di Diritto Umano che si basa sull’articolo 8, “Diritto al rispetto alla vita privata e familiare”.

 

In merito alla possibilità da parte della famiglia di ricorrere alla maternità surrogata e di avere i propri figli registrati sul certificato di nascita a nome degli aspiranti genitori, la normativa stabilisce quanto segue:

 

“Ogni persona, ha il diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza. Non può esservi ingerenza da parte di autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto, salvo fatto nei casi previsti della legge che si applica nella misura in cui, in una società democratica, tale azione si renda necessaria per preservare la sicurezza nazionale, la pubblica sicurezza, il benessere economico del paese, la difesa dell’ordine e la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale o la protezione dei diritti e della libertà altrui.”

 

Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente convenzione deve essere garantito senza discriminazione alcuna, in particolare per quel che riguarda il sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche, la nazione di origine, lo stato sociale, l’appartenenza a minoranze, la condizione economica, la nascita o qualsivoglia altra condizione. Questo è quanto riportato nell’articolo 14, che vieta qualsiasi forma di discriminazione. Questo principio deve essere applicato anche per quel che concerne la nascita di un figlio, a prescindere dal fatto che esso sia acquisito mediante adozione, oppure attraverso donatori dei gameti, nato in modo convenzionale o frutto di maternità surrogata.

Aspetti legali in Messico

Gli Stati Uniti Messicani, paese sovrano membro dell’ONU e firmatario dei più importanti trattati internazionali, garantisce nella propria costituzione il principio di uguaglianza tra uomini e donne (articolo 4 della magna carta) e riconosce altresì il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso. La legge del 2010, CDMX – Città del Messico, è stata pionieristica a tal proposito.

La costituzione prevede inoltre che ogni famiglia abbi il diritto di decidere in modo libero il numero di figli da concepire, nonché il lasso temporale tra la nascita di un figlio ed un’altro (articolo 4, comma primo)

Esiste un codice civile federale che vige su tutto il territorio degli Stati Uniti Messicani. Tuttavia, ogni stato membro può adottare un proprio stato civile e di famiglia.

La Corte Suprema Messicana, ha saputo applicare ogni principio nel definire la legalità per la maternità surrogata, poiché nessun dettaglio, è stato trascurato nella storica sentenza specifica.  Allo stato attuale, a tutte le famiglie e tutte le madri surrogate vengono assicurati i diritti previsti nei protocolli di maternità surrogata, rendendo il Messico una destinazione esclusiva e unica, che consente l’attuazione di questi programmi in piena sicurezza anche per i genitori internazionali.

Da quando la Corte Suprema di Giustizia Nazionale (SCJN), nella sessione di analisi di un appello, dichiarò incostituzionale la legge dello stato di Tabasco (Art. 92 del Codice Civile), la gestazione sostitutiva (surrogata) in Messico, è totalmente LEGALE.

 

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